Nella terza vetrina fa bella mostra di sé una copia anastatica del Codice 65 dell’Archivio capitolare della cattedrale di Piacenza.

Detto anche ‘Libro del Maestro’, venne realizzato nella prima metà del XII sec. nell’ambiente culturale sviluppatosi attorno al Duomo di Piacenza.

 

Nel Piacentino al momento iniziale del Neolitico (VI millennio a.C.) sono riportabili lame di selce e bulini utilizzati sia nelle manifatture tessili sia in quelle ceramiche inquadrabili nella facies culturale del ‘Vhò di Piadena’.

 

Al pieno Neolitico (prima metà del V millennio) è  riportabile l’aspetto culturale dei ‘Vasi a Bocca Quadrata’ che trova testimonianze anche in tutta la provincia e particolarmente in media Val Tidone.

 

Sulla destra spicca infine la stele cd. ‘di Valeria Nardis’(colore-guida rosso), monumento funerario di epoca romana (seconda metà del I sec. d.C.) restaurata grazie al contributo della famiglia Demarosi nella cui proprietà il pezzo è stato rinvenuto.

 

Reperti metallici e vitrei, in gran parte oggetti d’ornamento, ascrivibili alle varie fasi dell’età del Ferro sono infine conservati nella vetrina 7.

La seconda sala (colore-guida azzurro) è dedicata alla preistoria e alla protostoria.

Con il Neolitico recente si afferma nel nostro territorio la facies di ‘Chassey-Lagozza’, di influsso francese, che ben si esprime in Val Trebbia nel Villaggio di San Andrea di Travo. In Val Tidone appena successivo è il sito di Monte Fernico. Vetrina 1: reperti neolitici.

 

Tra gli ultimi secoli del IV millennio e la fine del III si colloca l’età del Rame, durante la quale si registrano importanti innovazioni tecnologiche come l’invenzione della ruota e dell’aratro oltre alla diffusione della metallurgia. Per tale periodo le testimonianze offerte dal Piacentino sono esigue e sporadiche. Vetrina 2: reperti eneolitici.

Mentre, nella media età del Bronzo, il territorio piacentino orientale è interessato dalla facies culturale delle Terramare, come tutta l’area centro-padana, la zona della Val Tidone esprime invece il cd. ‘aspetto occidentale dell’età del Bronzo’, che alcuni studiosi mettono in relazione con la formazione dell’ethnos ligure. In questo ambito si inseriscono e le evidenze del sito di Rossago presso Ziano Piacentino (vetrina 3) e la prima massiccia frequentazione del sito d’altura della Piana di San Martino che si protrae fino alla seconda età del Ferro (VI-V sec. a.C.) con testimonianze di matrice ligure, celtica ed etrusca (vetrine 4-5-6).

 

 

Entrando nel Museo, nella prima sala (colore-guida grigio), vi troverete davanti al punto accoglienza, dove potrete reperire materiale illustrativo riguardante l’archeologia della valle.

Sono inoltre presenti due vetrine. Nella prima sono esposti alcuni reperti fossili illustranti il processo di formazione geologica della val Tidone, mentre la seconda contiene materiale di collezione, donato da alcuni appassionati, non collegabile a nessun sito del territorio piacentino.

MuseoArcheologicodellaValTidone

Le sale 1 e 2

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